Ricci di mare

I ricci di mare, per i pugliesi soprattutto, non hanno bisogno di presentazioni: il loro sapore, più delicato di quello delle ostriche, dà di mare e soddisfa i gusti di tutti gli amanti del crudo. Tra il dolce e il salato, la prelibatezza delle gonadi, ovvero la polpa interna di colore rosso, è nota dal Gargano fino al Salento.

I lunghi aculei neri proteggono il loro squisito involucro, perfetto per essere gustato in tutta la sua bontà. Ancorata tradizione culinaria pugliese, i ricci di mare prima solleticano e poi riempiono il palato di chi li assaggia.

RICCI DI MARE, TANTE LE POSSIBILI RICETTE

Aprendoli e mangiandoli così come sono stati pescati (o accompagnandoli da una mollica di pane casereccio), si potranno toccare delle vette di piacere culinario raramente provate: dopotutto la loro particolarità consiste proprio nell’essere squisiti senza alcun condimento aggiuntivo. Non è da escludere, specialmente nei ristoranti a ridosso del mare, che i ricci di mare vengano serviti in sfiziose ricette, a fianco di altre tipiche delizie made in Puglia. Se la fantasia degli chef può essere stuzzicata fino a dare vita a nuovi e succulenti piatti, c’è una sola regola da rispettare: mai cuocerli, potrebbero squagliarsi.

RICCI DI MARE, QUANDO SI POSSONO PESCARE

Per la loro salvaguardia e per permetterne la riproduzione, a partire dal decreto ministeriale del 1995 è stato stabilito che i ricci non possano essere pescati dal 1 maggio al 30 giugno. Un’antica tradizione pugliese, inoltre, ritiene che per gustare questi frutti di mare sia necessario aspettare i mesi con la ‘r’: esclusi i mesi di gennaio, maggio, giugno, luglio e agosto, dunque, è possibile fare incetta di queste prelibatezze.

Leggero languorino? Per fortuna la prima triade dell’anno (febbraio, marzo e aprile) non è così lontana…