La Torre del Serpe di Otranto

La costruzione di questa torre risale al periodo romano e pare avesse funzione di faro.

Il Nome “torre del serpe” è dovuto ad una antica leggenda.

Secondo tale leggenda un grande serpente saliva ogni notte dalla scogliera al fine di bere l’olio che era contenuto nella lanterna del faro. Quest’olio, come funzionava per le antiche lampade, serviva a tenere acceso il faro che era punto di riferimento per i naviganti.

Anche se la torre era presidiata dai militari il serpente riusciva nel suo intento ogni qualvolta i militari prendevano sonno durante la notte.

Gli abitanti di Otranto però, stufi di questa situazione, tesero un’imboscata al serpente e lo uccisero.

Sempre la leggenda narra che la compagna del serpente per la rabbia si avvolse intorno alla torre e la strinse così forte da distruggerla.

Da fonti storiche risulta anche che la torre fu restaurata in età Federiciana in seguito ad un potenziamento voluto dallo stesso Federico II.
Un’altra leggenda narra invece che i Saraceni si erano diretti verso la città di Otranto per saccheggiarla.

Come era solito fare il serpente salì dalla scogliera anche quella notte e bevve l’olio della lanterna così da spegnere il faro. Con il faro spento i pirati non ebbero alcun punto di riferimento e passarono oltre attaccando Brindisi invece di Otranto.

In tempi più recenti si dice che il serpente è ancora presente. Infatti alcuni pescatori affermano la presenza continua di un serpente in quella che è diventata la Torre del Serpe.

Da un punto di vista architetturale la torre risulta essere a base circolare e forma tronco-conica ed attualmente è diroccata in buona parte.

La Torre del Serpe ha un significato così importante da essere diventata lo stemma della città di Otranto. La rappresentazione vede la torre avvolta dalle spire di un serpente.

Secondo alcuni studiosi il serpente era simbolo di ricchezza, mentre secondo altri sarebbe simbolo della dea Minerva e la torre rappresenterebbe il coraggio degli Otrantini durante l’assedio dei Turchi del 1480.