I Pummidori te ‘mpisa

I “Pummidori te ‘mpisa” o “te penda”, in Salento sono più di un ortaggio, sono una vera e propria istituzione culinaria che esiste dall’alba dei tempi.

Ancor’oggi è sovente vedere questi grossi grappoloni di pomodori appesi, tutto l’inverno nelle case, nelle cucine, nelle credenze, legati tra loro con lo spago.

Ricchi di semi, dal colore che va dal giallo-arancione al rosso, hanno una buccia spessa e un sapore pungente, decisamente particolare e difficile da dimenticare. Pare che sia la varietà di pomodoro più antica del Salento.

Procurarsi un “filo di pomodori appesi” non è facile, primo perché si tratta di produzioni artigianali limitate a zone geografiche molto ristrette, poi la quantità di prodotto lavorato in questa maniera spesso ha un costo abbastanza elevato, soprattutto durante il periodo invernale, quando la possibilità di acquistarne è decisamente ridotta.

Volete realizzarne un grappolo a casa vostra?

Dovrete procurarvi il pomodoro naturalmente.
Quest’ultimo, rigorosamente raccolto a “grappoli”, magari ne avete già nell’orto, oppure rivolgervi al vostro contadino di fiducia. Attenzione, il tempo non gioca a vostro favore, una volta raccolti, bisogna subito (tre, quattro ore al massimo), iniziare a lavorarli, altrimenti, tutto il vostro impegno, cadrà a terra un pomodoro dopo l’altro, nel giro di un paio di giorni…

Volete anche un consiglio di come consumarli?
Su una bella fetta di pane fatto in casa, arrostito a dovere e condito con olio rigorosamente salentino, un pizzico di sale e origano…

Buon appetito!