I fari del Salento

Per un uomo di mare i fari sono un punto di riferimento importante per una navigazione sicura. Le loro luci illuminano le notti e sono una sicurezza nelle tempeste, come un amico fidato pronto a venire in soccorso.

Ma i fari, oggi rievocano storie e leggende antiche, miti da custodire e tramandare alle future generazioni, ma soprattutto, luoghi dal fascino unico, sempre più meta di turisti che vedono queste imponenze come soldati da proteggere e immortalare.

E i fari hanno caratteristiche davvero uniche per essere a tutti gli effetti considerati come mete ambite da tantissimi visitatori.

In alcuni di questi luoghi si trovano, oggi, dei veri e propri “Musei del Mare”, come Punta Palascia ad Otranto, che segna anche il punto più ad est d’Italia dove sorge per primo il sole di ogni nuovo giorno, altri segnano confini ideali, come nel caso del faro di Santa Maria di Leuca, che si erge imponente sul santuario De Finibus Terrae e che pur non essendo geograficamente il confine tra Mar Ionio e Mar Adriatico, di fatto lo si considera come tale.

Chi si affaccia dai bastioni di Gallipoli, incantato dal blu notte del cielo che annega nel mare, può avere l’impressione che il faro dell’Isola di Sant’Andrea illumini lo Ionio solo per lui, come un’illusione, nascosta ai più,ma così non è.

Tutti i fari hanno una particolarità e cioè la bellezza dei panorami che consegnano a tutti i visitatori tanto fascino e silenzio di cui godere in estasi, colori, profumi e suoni che disegnano la perfezione.

Alto circa 46 metri, il faro dell’Isola di Sant’Andrea è tra i più alti d’Europa, sebbene la scarsa altitudine dell’isola, che non supera i 3 metri sopra il livello del mare, possa trarre in inganno.

Rocciosa e ricoperta di sale, l’isola, con la luce del faro che, secondo alcuni gallipolini, è in grado di penetrare tra gli scuri delle case della Città Vecchia, è ormai una parte integrante dell’orizzonte e c’è anche chi la utilizza per indovinare il vento: se la punta del faro è visibile e ben netta, si ringrazia la tramontana, se invece il faro è avvolto da una bruma sottile, ci si rassegna a un ingombrante vento di scirocco.

Ai piedi del faro, un brulicante universo vive indisturbato, senza l’ingombrante presenza umana.

I circa cinquanta ettari di terra dell’isola, parte del Parco Naturale Regionale Isola di Sant’Andrea e Litorale di Punta Pizzo.

Il faro di Capo d’Otranto a Punta Palascia si erge su un promontorio roccioso dal 1869, anno in cui la torre di Punta Palascia, ormai ridotta a un rudere, fu rasa al suolo.

Sentinella della costa adriatica salentina, alta circa 40 metri, è uno dei cinque fari del Mar Mediterraneo tutelati dall’Unione Europea, oggi definitivamente in pensione.

Ma sono soprattutto i cittadini idruntini a vegliare sull’incolumità di questo imponente soldato di pietra e sulla magica distesa naturale che lo circonda, parte integrante del Parco naturale regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase.

La torre a scacchiera del faro di Torre San Giovanni fu fatta innalzare, da Carlo V, per difendere la località dagli attacchi dei Saraceni.

Oggi, in un certo senso, ha conservato questo carattere “protettivo”: è sede della Guardia costiera e Faro della Marina militare, dunque baluardo per quei naviganti che, spesso, corrono il rischio d’imbattersi nelle terribili secche (e questo spiega la sua particolare “veste” che la rende visibile a grandi distanze).

Ma la torre è anche un importante spartiacque, nel vero senso della parola, perché sorge su un promontorio che è la linea divisoria ideale tra il litorale roccioso, a nord, e quello sabbioso a sud.

Da lassù, l’antica struttura d’avvistamento guarda tutti dall’alto in basso: le antiche mura messapiche ai suoi piedi (cornice di numerosi eventi estivi e del presepe natalizio) e quel porto, appunto, dove approdavano le navi romane e si svolgevano fiorenti commerci.

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